Che annata quella, una di quelle buone per davvero. Il 1988, sono passati trent’anni, è andato in archivio come una delle stagioni più belle della Formula 1. Una battaglia dentro e fuori dalle piste tutta interna al team McLaren con Alain Prost deciso a conquistare il terzo alloro in carriera e Ayrton Senna sicuro che sarebbe finalmente toccato a lui vivere la gioia più grande per un pilota. Per loro quindici vittore, otto per il brasiliano ed una in meno per il francese, lasciando solo quella di Monza a Gerhard Berger. Ed alla fine il titolo fu di Ayrton ai danni di Alain. Ayrton che legittimò il successo finale con ben tredici pole position concedendone due al compagno ed una all’austriaco della Ferrari, Che annata, quel 1988.

Imola e Ayrton Senna. Un tragico, indissolubile, legame unirà sempre nel cuore degli appassionati la pista romagnola al campione brasiliano.

Il tre volte Campione del mondo di Formula 1 qui il 1° maggio 1994 ha trovato la morte Senna il campione, Senna il predestinato, Senna il re del bagnato, Senna l’imperatore delle pole position. Senna che ha segnato un’epoca della F1. Ma soprattutto Senna l’uomo, capace di regalare alla F1 una dimensione più vicina ai suoi tifosi e capace di volgere, in silenzio e senza pubblicità, lo sguardo verso i deboli.

Tre corone iridate, chissà quante avrebbero potuto essere se il destino non avesse deciso di concludere drammaticamente la sua vita a soli 34 anni. MotorLegendFestival poteva non celebrare un uomo, ancora prima di un campione, così?

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