Imprenditore del settore della gomma e soprattutto appassionato di motori. Segue il motorsport praticamente da sempre, anche grazie al padre Angelo, titolare di EVEREST SpA.

Infatti era, ancora bambino, a Monza a vedere il Gran Premio di Formula 1 e soprattutto un mito per tutti gli amanti delle quattro ruote, ovvero Jim Clark. È ragazzo, ma già deciso ed intraprendente, quando insieme al padre affianca, a metà degli Anni ’70, Gian Carlo Minardi nella gestione della Scuderia Everest, che si mette in luce nelle serie minori e che poi diventerà il team di riferimento di Enzo Ferrari per quanto riguarda la gestione di giovani talenti italiani, e che sbarcherà in F1 con una Ferrari di F1 data in gestione direttamente dal Commendatore; una sorta di Junior Team del Cavallino

In quel periodo stringe amicizia con il giovane e promettente Elio De Angelis, che corre con la squadra. Un legame che va al di là delle corse, e che sarà destinato ad interrompersi drammaticamente nel 1986, quando il pilota romano troverà la morte sul circuito del Paul Ricard. Gallignani, in seguito alla tragedia di Elio, lascia il mondo delle corse.

Si riavvicinerà diverse stagioni dopo, interessandosi prima del campionato FIA GT e poi dell’automobilismo e motociclismo storico, che ormai da anni lo vede protagonista sotto diverse prospettive.

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